Val d'Orcia: walking in the field of golds

Ubriachi d’amore in val d’Orcia

72 ore in Val D’Orcia – tra panorami meravigliosi, antichi borghi da fiaba, cibo e vini inebrianti. Venite ad ubriacarvi d’amore con noi?

Val d’Orcia in un weekend lungo

Non abbiamo mai quanto tempo vorremmo. E comunque alla fine non ci dispiace questa cosa di lasciare sempre qualcosa in sospeso coi posti che visitiamo. In questo modo, “prima o poi dovremo tornare”.

In ogni caso, fatto sta che anche un weekend lungo mette davanti a delle scelte. E che nel nostro caso, a essere sacrificata (per calcoli pragmatici che qui tralasceremo) è stata Montalcino. Come dicevamo? “Prima o poi dovremo tornare”.

  • Prima di tutto, Montepulciano. Visita alla bella Chiesa di San Biagio, alle porte della città, e tardo pomeriggio (the magic hour, la chiamo io) a passeggiare per il bellissimo borgo medievale. A riempirsi gli occhi dei panorami incredibili che si aprono ad ogni angolo. Infine, per una serata magica, aperitivo vista tramonto al E lucevan le stelle e cena gourmet alle Logge del Vignola. Da provare il percorso degustazione con vini abbinati: stellare! Per dormire, consigliamo una bella camera in pieno centro ad Opio60.
  • A seguire, rotoballe e cappelle nella campagna. Guidando verso la prossima destinazione, si ferma ad arrampicarsi sulle rotoballe su campi che paiono dipinti. E poi, sosta tra campi e filari di cipressi, alla piccola e scenografica Cappella della Madonna di Vitaleta.
Val d'Orcia: Cappella della Vitaleta
  • Poi si arriva a Pienza. La città ideale, “nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” (non ci credo che sto citando Pascoli). Ve lo avranno già detto che non bisogna perdere la visita al bellissimo Palazzo Piccolomini con il suo giardino sospeso sulla valle. Noi ci teniamo a dirvi invece che non bisogna assolutamente perdersi l’aperitivo a Idyllium, super cocktail bar ricavato dalle ex stalle del suddetto Palazzo Piccolomini. Vista da sogno inclusa.
  • Infine, San Quirico d’Orcia. Un piccolo e delizioso borgo perfetto per una domenica un po’ pigra. Si visita tutto a piedi, senza bisogno di fare programmi. E poi ci si concede una cena come si deve al Ristorante Fonte alla Vena, che riscopre e rivisita la tradizione culinaria locale. Il tutto accompagnato da ottimo vino (nel nostro caso un Brunello di Montalcino della Val di Suga). Super consigliato anche questo. E poi a dormire in un delizioso appartamento a tema – che vi lascio indovinare – chiamato Vino Suite.
  • Bonus coccola, Bagno Vignoni. Il famoso borgo termale non ha bisogno di presentazioni, per cui ci limitiamo a consigliarvi l’accesso all’area termale dell’Albergo Posta Marcucci in versione notturna e una merenda alla Bottega di Cacio.

Un angolo di pace in Val d’Orcia: l’Abbazia di Sant’Antimo

Val d'Orcia: Abbazia di Sant'Antimo

Per l’Abbazia di Sant’Antimo facciamo un capitolo a parte.
Secondo la leggenda, l’abbazia fu fondata da Carlo Magno nel 781. Si dice infatti che quando il re si fermò qui con la sua armata afflitta da una pestilenza sconosciuta, gli apparve un angelo che gli disse di guarire i suoi soldati con un infuso di una certa erba del luogo. Il re costruì quindi una cappella come segno di ringraziamento per l’ottenuta guarigione, e da lì iniziò la storia secolare dell’Abbazia.

A distanza di secoli, questo luogo di pace e silenzio immerso nella natura conserva una atmosfera speciale. Camminare nel suo uliveto, nelle navate della sua splendida chiesa romanica e nell’orto di erbe mediche della Santa Ildegarda è davvero come una carezza per l’anima.
Se proprio volete comprare un souvenir dalla Val d’Orcia, poi, nella sua Farmacia monastica trovate una notevole selezione di prodotti alimentari e per la cura del corpo realizzati secondo le ricette della secolare tradizione erboristica monastica. Incluso l’amaro di Sant’Antimo, realizzato con l’essenza di erba carlina… che, l’avrete capito dal nome, è quella che fu usata per preparare i decotti curativi per i soldati dell’esercito di Carlo Magno!

Non abbiamo potuto ascoltare la messa coi canti gregoriani, però. E quindi si, “prima o poi dovremo tornare”, decisamente. Intanto, anche andando via, ci godiamo il piacere più grande: guidare su strade che si srotolano attraverso panorami incredibili (ovunque in tutta la Valle e in particolare sulla SP323), con la musica a palla e la tua mano sulla mia 🚗☀️.

Ce ne andiamo ubriachi d’amore. Con la promessa di tornare, prima o poi. Intanto, continuiamo il viaggio alla scoperta della Toscana con un giro in Maremma?

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