Cuba, Havana, Plaza de la Revoluzion

Cuba nel cuore

Una vita che la sogni, e poi ecco che compare nel finestrino dell’aereo. Che emozione è: atterrare all’aeroporto dell’Havana (ovviamente intitolato a José Marti) e realizzare di essere, finalmente, a Cuba. Realizzare di essere, nonostante tutto, del tutto impreparati. Perché Cuba è così, diversa da come te l’aspettavi, diversa da qualsiasi posto mai visto prima, semplicemente e meravigliosamente sconvolgente.

Abbiamo trascorso tre settimane sull’isola che non c’è, a perderci dentro la sua bellezza e le sue mille contraddizioni. E questo viaggio lo abbiamo sentito profondamente, con tutta la sua carica emotive e ideologica.

Di seguito una mini-guida per i navigatori, con una proposta di itinerario, tutte i nostri luoghi del cuore e gli essenziali consigli pratici.
Attenzione: contiene alto tasso di rum e fervor revolucionario!

Consigli pratici

Innanzitutto, le cose essenziali da sapere prima di partire.

Per entrare a Cuba con un passaporto italiano è necessario il visto (tarjeta), da fare prima della partenza. Se non avete modo di recarvi in Ambasciata di persona per la richiesta, è possibile rivolgersi a una agenzia che offre il servizio, con successiva consegna a domicilio, a poche decine di euro. Obbligatoria è anche l’assicurazione medica, che molte compagnie aeree vi propongono infatti come accessoria alla prenotazione del volo. In ogni caso, assicuratevi di averne stipulata una e di avere una copia disponibile per la consultazione all’arrivo. Vengono fatti controlli a campione in fase di ingresso al Paese (e può sempre rivelarsi molto utile, come è stato nel nostro caso…)

Non ci sono vaccini obbligatori, per i quali vale comunque la pena consultare il proprio medico. Comunque è opportuno attrezzarsi di una buona scorta di repellente per zanzare tropicali e di una farmacia di viaggio con tutti i farmaci essenziali, non sempre facilmente reperibili a Cuba. Non dimenticate nemmeno assorbenti e tamponi, perché potreste avere difficoltà a trovarne!

Per quanto concerne il cambio di valuta, il nostro consiglio è di prelevare direttamente in CUC agli ATM locali una volta arrivati. Imparate a distinguere le CUC (la valuta convertibile, usata dai turisti) dai CUP (i pesos nazionali, usati dai cubani). 

Accesso Internet a Cuba

Parliamo di accesso a internet. Se non si ha una utenza cubana dell’ETECSA, si può accedere alla rete soltanto previo acquisto di schede internet prepagate ETECSA. Queste sono utilizzabili nei luoghi che offrono la connessione (in genere disponibile ad esempio nelle piazze principali oltre che in alcuni spazi privati, inclusi gli hotel, che garantiscono il servizio per i propri clienti). Le schede sono acquistabili ai punti ETECSA o presso i principali hotel. Vi consigliamo di farne abbondante scorta in hotel, o se proprio dovete recarvi in un punto ETECSA di farlo nel pomeriggio verso l’ora di chiusura, perché di mattina sono in genere più affollati delle nostre Poste!

Con una utenza cubana si può acquistare traffico Internet, ma reperirne una può essere complesso e le carte non funzionano sugli Iphone. Meglio arrendersi all’idea della connessione limitata, e godersi anzi il detox digitale obbligato (che favorisce la sensazione di essere fuori dal mondo)!

Itinerario alla scoperta di cuba

Il tempo limitato – e le limitate opzioni di trasporto interno – ci hanno costretto a una scelta difficile. Abbiamo dovuto rinunciare a Santiago ed a tutta la parte orientale dell’isola. Il che non è comunque per forza una brutta cosa, perché vuol dire che, presto o tardi, dovremo tornare e completare la nostra esplorazione!

Ecco le tappe del nostro giro di due settimane* nella Cuba centro-occidentale:

  • 5 notti all’Havana, perché ci vuole tempo conoscere a fondo – vivendola davvero – la splendida capitale cubana
  • Gita in giornata (fattibile anche se faticosa) nella valle di Viñales. Tra panorami giurassici e le fattorie di rum e habanos. Se avete più tempo: concedetevi un paio di giorni extra per proseguire, attraverso il Parque Nacional Península de Guanahacabibes, sino alla bellissima Playa las Tumbas
  • 2 notti sulla Isla della Juventud. Un tempo isola dei pirati, poi sede di un famigerato carcere (costruito secondo il modello del Panopticon) e infine colonia universitaria per studenti di paesi socialisti. Un posto speciale, fuori dalle solite rotte, che si raggiunge sui minuscoli aerei della compagnia nazionale cubana!
  • 1 note a Cienfuegos, gioiellino dell’architettura colonialista francese (e base per una gita alle cascate de El Nicho)
  • 3 notti a Trinidad, per bere e ballare sino a tardi sulle vie ciottolate di questa bellissima cittadina di tutti i colori da cartolina e concedersi un poco di mare nella piccola e quieta Playa Ancon (che si raggiunge in un quarto d’ora di macchina)
  • 3 notti a Santa Clara, per toccare con mano la storia rivoluzionaria e godere della nightlife della città più anticonformista dell’isola. Ottima base anche per gite in giornata ai Cayerías del Norte (per la precisione, a Cayo Santa Maria, che offre ancora una spiaggia libera lontana dagli orrori degli eco-mostri da turismo di massa stile Varadero)

Come muoversi a Cuba

Spostarsi a Cuba è in sé una esperienza.
Si guida per centinaia di chilometri su strade in condizioni non proprio ideali, guardando scorrere fuori dal finestrino paesaggi pazzeschi. Noi abbiamo preferito farlo tra taxi colectivos e autisti privati. Li abbiamo sempre organizzati tramite le casas particular dove alloggiavamo o altri contatti fatti sul luogo. I prezzi variano – anche a seconda del tipo di vettura (tendenzialmente vintage). Si spende più o meno lo stesso affittando una autovettura.  Una alternativa più economica è quella degli spostamenti in Viazul, autobus che attraversano tutta l’isola e raggiungono ogni destinazione possibile.

Per quanto concerne il trasporto aereo, la compagnia nazionale Cubana opera sulle più importanti destinazioni interne. I prezzi sono variabili ed è necessario prenotare in anticipo vista la poca disponibilità. Noi ci siamo imbarcati su un piccolo aeroplano della Cubana – dove ci hanno offerto del caffè e una copia del quotidiano Granma – per raggiungere l’isola dei pirati. Una esperienza memorabile in sé: la vista dall’alto dell’isola, con il suo assurdo carcere panottico e le grosse strutture in stile sovietico in mezzo alla natura tropicale, toglie davvero il fiato.

LE CASAS PARTICULARES DEL CUORE

Durante questo viaggio ci è successo di atterrare nel minuscolo aeroporto di una piccola isola cubana e guidare attraverso tutta la suddetta piccola (ma non poi così piccola) isola mentre montava la tempesta tropicale per arrivare all’isolato albergo che avevamo prenotato con settimane di anticipo… solo per trovare l’albergo chiuso o forse addirittura del tutto abbandonato.

[L’albergo in questione era il Colony Hotel, un tempo lussuoso Hilton tropicale dove indulgere al gioco d’azzardo, tramutato in decadente albergo a conduzione statale a seguito della rivoluzione.]

Disavventure sull’isola dei pirati a parte, durante le nostre settimane cubane abbiamo alloggiato tra casas particulares e piccole strutture ricettive:

  • All’Havana, abbiamo dormito una notte in uno dei bei monolocali affacciati su verde corte interna e con vista sul porto di Loft Habana. Siamo poi stati in una bella stanza con pavimento maiolicato nella splendida casa antica di Blanc Blue 1924. Situata in posizione strategica a poca distanza dal centro a un angolo del Malecòn, è gestita da giovani cubani accoglienti. Plus: la bella terrazza da cui si sente il mare, dove fare colazione con la frutta tropicale o bere fino a tardi.
  • A Cienfuegos siamo stati accolti alla bella Casa Buenavista, un pugno di stanze arredate in maniera eclettica affacciate su una bella corte interna decorata da uno dei murales più pazzeschi che abbia mai visto.
  • A Trinidad si è pernottato, e fatto delle colazioni spaziali, nella bella Casa Zenia Ana, nascosta in una via ciottolata nel centro della pittoresca cittadina.
  • A Santa Clara abbiamo fatto base – venendo accolti (e aiutati, nel contesto della disavventura ospedaliera che vi raccontiamo in fondo) dai fantastici giovani locali super cool che lo gestiscono – nella bella e accogliente Casa Amarillo.

 

[*Come si spiegano un giro da due settimane ed un soggiorno di tre? Con l’allarme dengue! Al nostro secondo giorno a Santa Clara siamo finiti in ospedale con una diagnosi di sospetta dengue (che poi dengue non era). Ci siamo fatti quindi una settimana in quarantena obbligatoria nell’ospedale locale… ma questa è un’altra storia]

UNA STELLA CHE BRILLA SEMPRE

Cuba è stata per noi una montagna russa di emozioni. Quando siamo partiti verso questo luogo a lungo immaginato, avevamo un bagaglio carico di aspettative e della gigantesca biografia di Che Guevara scritta da Paco Ignacio Taibo II. Leggere della storia del Che e del sogno della rivoluzione, attraversando i luoghi di quella storia a distanza di decenni e toccando con mano le macerie di quel sogno, è stata una esperienza potente e dolorosa. L’ultima pagina l’ho girata la nostra ultima notte a Santa Clara, prima di recarci al mausoleo dedicato al Che – sulla cui tomba c’è una stella di luce che brilla sempre.

Ciao Cuba, con todo fervor revolucionario ❤️.

Lascia un commento