Giro della giordania in 7 (0 più) giorni

Giordania: una terra magica e complessa, al crocevia tra Asia, Africa e Europa, in bilico tra tradizione e modernità. Culla di civiltà antichissime, la Giordania è ricca di meraviglie archeologiche e naturali che vi toglieranno il fiato, e abitata da genti di un’ospitalità unica che vi toccheranno il cuore.

Dallo splendore dell’antica Petra e la magia del deserto rosso di Wadi Rum alle tante bellezze e contraddizioni della caotica capitale Amman, passando per le sponde silenziose del Mar Morto e magari anche per quelle sfavillanti del Mar Rosso, ecco la nostra guida per un giro di 7 (o più!) giorni alla scoperta delle tante meraviglie della Giordania.
Da leggere, ovviamente, sorseggiando un bicchiere dopo l’altro di tè alle erbe!

suggerimenti essenziali (VOLO, visto e spostamenti)

Iniziamo con una buona notizia: volare in Giordania non è mai stato così economico! Il nostro viaggio è stato infatti improvvisato dopo che abbiamo trovato un’offerta imperdibile: Ryanair ha da poco aperto la tratta Italia – Giordania (con conseguente boom di turisti italiani nel Paese)… e noi abbiamo subito prenotato un volo andata e ritorno a soli 50 euro a testa!

L’ideale sarebbe volare all’andata su Amman ed al ritorno su Aqaba.
Se invece si vola sulla stessa città – come abbiamo fatto noi – è necessario mettere in conto, all’andata o al ritorno, circa 4 ore di macchina o bus (per mezzo privato con autista un buon prezzo è tra gli 80 o i 90 JOD; i bus, offerti da compagnie come JETT o Trust, costano meno di un terzo e partono in vari orari tra le 7 e le 19 circa).

Per entrare in Giordania è necessario il visto, che si può fare direttamente all’arrivo in aeroporto (al costo di 40 JOD). Consigliamo di acquistare un Jordan Pass: questo pacchetto include il visto e l’ingresso alle principali attrazioni turistiche, inclusa Petra (che da sola costa almeno 50 JOD), a partire da 70 JOD (con 5 o 10 JOD aggiuntivi, si possono aggiungere uno o due giorni a Petra).

Si può poi decidere di affidarsi a un autista privato o di noleggiare un auto (e sperimentare l’ebbrezza della guida da metropoli araba!). I mezzi pubblici invece ve li consigliamo solo se avete a disposizione un po’ più di tempo!

Itinerario di viaggio

Amman dall’alto
  • Aqaba-Amman: l’aereo parte e atterra in perfetto orario, l’aeroporto di Aqaba è minuscolo ed impieghiamo circa 10 minuti a ricevere il nostro timbro sul passaporto, ritirare un po’ di contanti e salire sulla macchina del nostro autista Mohammed. Dopo aver attraversato le luci e i checkpoint di Aqaba, si guida dritti per centinaia di chilometri fino ad Amman, in meno di 4 ore. Quantomeno in teoria, perché noi in realtà lungo la strada ci siamo fermati a prendere un (leggasi: cento) tè dalla famiglia di Mohammed e alla fine siamo arrivati alle due di notte – ma questa, come si dice, è un’altra storia.
  • Due giorni ad Amman: per esplorare la capitale giordana servono un paio di giorni e un paio di scarpe comode. C’è infatti da camminare parecchio su e giù perché Amman – città pulsante di vita e cultura, bella e chiassosa – è sì sorta su 7 colli, come Roma, ma è poi arrivata a coprirne ben 19. Le cose da fare, vedere e mangiare nella capitale sono tante, e meritano un capitolo a parte. Da tenere a mente intanto che Amman può essere inoltre una comoda base per gite in giornata: alle rovine romane di Jerash; al Mar Morto; ai mosaici di Madaba.
  • Opzione relax: con due giorni in più, e la voglia di fare le cose con lentezza, ci si può concedere una pausa super rilassante – con un giorno a galleggiare nel Mar Morto (dove però, sappiatelo, non si esce dalla formula resort) e un giorno a fare i bagni termali nell’oasi vulcanica del Ma’in Hot Springs.
  • Due giorni nella biosfera di Dana: poi si arriva alla riserva naturale di Dana e, sobbalzando sul retro di un 4×4 guidato da una beduino, allo splendido Feynan Ecolodge. Un posto magico, nel quale si vive a contatto con la natura e con la comunità beduina del luogo. Vale la pena restare un paio di notti per abituarsi alla bellezza delle notti a lume di candela. C’è anche un’opzione più pazzerella: dormire una notte al Lodge, e il giorno dopo mettersi in cammino verso Petra (dove si arriva circa 48 ore dopo) insieme alle guide beduine.
  • Due giorni nella meraviglia di Petra: è una delle sette meraviglie del mondo moderno, ed è impossibile spiegarla a parole. Petra è un posto di una bellezza indescrivibile, e la felicità di vedere il Tesoro che compare tra le falde del Siq all’alba non si può misurare. Fate in modo di arrivare in tempo per la visita notturna, in modo che il primo approccio sia Petra by night.
  • Un giorno a Wadi Rum: infine c’è atterrare su Marte, perché quella è la sensazione che si ha camminando nel deserto rosso di Wadi Rum – perdendosi nei suoi colori pazzeschi e nella sua notte incredibilmente stellata.
  • Opzione Mar Rosso: volendo, si può indulgere al mare sfavillante ed al lusso dei resort sul mare e dei sontuosi centri commerciali di Aqaba – città di confine duty free. Noi però non lo consigliamo.
  • Tornare a casa: dal deserto all’aeroporto, è questione di un’ora di macchina. Ma guardando la Giordania dal finestrino dell’aereo è chiaro che questo è un posto che poi non si potrà più dimenticare.

in love in Amman 

La Cittadella di Amman.

Ad Amman c’è da arrampicarsi alla Cittadella (Al Qala’a) per camminare tra le splendide rovine con viste mozzafiato su tutta la capitale e poi sedersi a riposare a sul gradino più alto dell’Anfiteatro romano (e se poi non se ne ha ancora abbastanza di rovine romane, si può fare una gita di mezza giornata a Jerash).

Poi: perdersi nei souqs di downtown Amman e visitare la casa aperta Duke’s Diwan; prendersi una pausa contemplativa alla moschea blu di King Abdullah e una più mondana tra i caffè e le villette di Rainbow Street e Mango Street a Jebel Amman; e infine mmergersi nella storia al imponente Jordan Museum e nell’arte e politica contemporanea nelle splendide gallerie di Darat al Funun.

Si può anche indulgere nei piaceri di gola: mangiare felafel fino a scoppiare dal leggendario Hashem e da Al Quds, concedersi una merenda dolcissima con una kunafeh da Habibah e una cena romantica sotto la bougainvillea rosa da Sufra.

Per dormire: niente di meglio che fare base a Jebel Amman, al super Nomads Hotel – albergo moderno e curato, con uno staff giovane e alla mano, begli spazi in comune per favorire gli incontri tra viaggiatori e stanze (private o dormitori) con tutti i comfort. Super raccomandato!

Suggerimento aggiuntivo per amanti della birra artigianale: se, come noi, andate a caccia di micro-produzioni locali di birra durante i viaggi, non potete non fare tappa al birrificio di Carakale appena fuori Amman. E, magari, fare scorta di IPA per la successiva tappa del viaggio.

LOST IN FEYNAN

Camminando nella riserva di Dana

Nel cuore della enorme riserva naturale di Dana sorge il Feynan Ecolodge. La struttura – bellissima – è completamente sostenibile, alimentata esclusivamente attraverso pannelli solari, e la notte l’unica illuminazione sono le centinaia di candele (fatte da cooperative di donne del luogo). Quando è buio pesto si sale sul tetto, e Suleiman – la straordinaria guida beduina che è una delle colonne portanti del lodge – indica le stelle e ne scolpisce la posizione nella memoria a suon di storie straordinarie.

Di giorno si cammina nella riserva, ammirando la natura pazzesca e facendo la conoscenza di alcune delle famiglie beduine della zona. Ci si ferma a bere tè in una serie di tende, ci si capisce mischiando arabo, inglese e gesti. Si può partecipare al rituale di preparazione del tradizionale caffè col cardamomo, passare la giornata insieme a un pastore beduino e le sue capre, imparare a distinguere le erbe mediche e fare merenda col latte di capra appena munto addolcito da qualche foglia di artemisia. Si può riscoprire la felicità delle cose davvero essenziali, e provare a imparare un po’ dei segreti della vita dai beduini.

Feynan è un posto magico in cui perdersi per un po’, lontani da tutto quello che non è importante.

Per dormire (e tutto il resto): la migliore formula all inclusive di sempre – con ottima cucina vegetariana – al magico Feynan Ecolodge. Non per niente è considerato uno dei migliori ecolodge al mondo da National Geographic.
PS bring your own drinks (basta fermarsi al liquor store di Rainbow Street a fare scorta di Carakale)!

LA MAGIA DI PETRA

Il Monastero di Petra

Mano nella mano, a sentirsi piccolissimi di fronte alla maestosa bellezza di una delle sette meraviglie del mondo. Come si può spiegare la felicità e lo stupore reverenziale che si prova camminando tra le spettacolari rovine di Petra?

“Non saprai mai cos’è Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona” 

Lawrence d’Arabia

C’è il primo approccio notturno: Petra è ancora un mistero nascosto dietro le pieghe del lungo Siq, la stretta gola che è il principale accesso alla città rosa. Si cammina al buio su un sentiero illuminato da centinaia di candele, senza realizzare ancora a cosa si va incontro. Poi, il primo scorcio del Tesoro (Al Khazneh) nella notte e la musica del flauto che inizia a risuonare: Petra by night è pura magia.

C’è poi tornare a Petra, ripercorrere il Siq – questa volta, sapendo già cosa ci aspetta dopo l’ultima curva – e arrivare al Tesoro insieme all’alba. Una meraviglia sconfinata. Letteralmente. Perché Petra è, allo stato attuale (ci sarebbe ancora tanto da riportare alla luce!), oltre 800 monumenti e 500 tombe “nascoste” in 264 chilometri quadrati. Per questo vi consigliamo di affidarvi, come abbiamo fatto noi, alla esperienza di una guida per scoprire i tanti segreti di questo luogo incredibile.

Due cose ve le diciamo di sicuro: per godere una vista speciale del Tesoro, ci si può arrampicare – accompagnati da una guida, che vi chiederà su JOD a testa – sul sentiero di Al-Khubtha (anche detto “sentiero segreto”); non si può non salire, percorrendo quasi 900 gradini, sino allo splendido Monastero (Al Deir).

Per dormire: noi abbiamo scelto, più che altro per una questione di offerte disponibili, il Marriott. Grande albergo impersonale ma impeccabile, un po’ fuori dal centro di Petra, con una splendida vista sulle montagne e un ottimo servizio di concierge. Per chi preferisse essere nell’immediata adiacenza dell’ingresso al sito archeologico, si consiglia invece il (costosetto) Movenpick.

IL Deserto rosso di wadi rum

Tra le dune rosse a Wadi Rum

La sensazione è quella di essere atterrati su un altro pianeta: Wadi Rum è una esplosione di rosso e blu, tutto deserto e cielo.

Si cammina a piedi nudi nella sabbia. Ci si arrampica su gole e canyon e poi si corre sulle dune con il 4×4. Si resta seduti a contemplare il tramonto sul deserto. Si beve tè intorno al fuoco sotto il cielo stellato. Ci si addormenta guardando le stelle. Si accoglie l’alba sul dorso di un cammello.

Per dormire: noi ci siamo concessi una tenda panoramica – per addormentarci sotto le stelle – al Memories Aicha Luxury Camp. Il campo offre diverse belle opzioni d’alloggio ed è attrezzato con una magnifica sala da pranzo (in una cupola trasparente!) e un coffeeshop scavato nel canyon.

From giordania with love

I Cosmonauti su Marte

In Giordania abbiamo mangiato i felafel più buoni della storia.
Perso il senso dell’orientamento nel chiasso colorato dei souqs di Amman e perso pure il fiato a forza di fare su e giù per i suoi colli.
Dormito in una tenda trasparente sotto il cielo stellato – addormentandoci con le stelle negli occhi – e poi guardato l’alba sulle dune dal dorso di un cammello.
Respirato i tempi lenti del Mar Morto nel punto più basso della Terra. Vissuto insieme ai beduini (imparando a leggere le stelle, a riconoscere le erbe mediche, a badare alle capre, a fare il caffè tradizionale col cardamomo e soprattutto ad aprire il cuore alle persone con autentica ospitalità).
Perso le parole davanti alla bellezza immensa di Petra all’alba.

Quando siamo usciti da Petra siamo passati sotto il fico selvatico che sbuca da un dirupo. Perché, dicono, così si può essere sicuri che si tornerà nella città rosa. Ci vediamo lì?

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