Estate alle Eolie: 7 giorni per 7 isole

È stata bellissima, la nostra estate alle Eolie. Siamo stati felici come – diceva Nanni Moretti in Caro Diario – si può essere solo in mezzo al mare.

«Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto tra un’isola che ho appena lasciato e un’altra che devo ancora raggiungere. »

Una settimana persi nel mezzo del Mediterraneo, a navigare dolcemente in un arcipelago magico – a bordo del catamarano dei nostri sogni. Giorni lenti, in cui è stato il vento a decidere dove andare, e il tempo lo batteva, come una musica perenne, il rumore delle onde.

È una magia difficile da mettere in parole.
Proviamo allora piuttosto a dipingerla, raccontandovi con una palette di colori i nostri 7 giorni per (quasi) 7 isole.

Giallo vulcano

Vulcano è sempre la prima, perché è la più vicina alla costa siciliana. E quando appare fuori dall’oblò, non è proprio come la aspettavi.
Vulcano è gialla ed ha un odore intenso – come lo zolfo dei suoi crateri, come la pelle dei bagnanti che vanno a immergersi nei bagni di fango, come le gardenie che sbucano tra le rocce.

A Vulcano c’è un’unica strada, e quella strada porta alla piccola spiaggia di Gelso – con la sua sabbia nera, il piccolo faro abbandonato e il mare blu denso.
Dopo fanghi e bagni, si può mangiare pane cunzatu al Malvasia o concedersi una cena stellata al bellissimo ristorante Il Cappero.

Bianco Lipari

Lipari è la più grande, ed in un certo senso fa da centro dell’arcipelago (tutte le altre isole, tranne Salina, ne dipendono amministrativamente).
Lipari è di un bianco abbagliante, come le candide pietre pomici che ne coprono un intero versante, precipitando in un mare che più turchese non si può nella pazzesche cave di Pomice di Porticello – dove si fa il bagno tra i suggestivi fabbricati e i pontili dismessi dell’antico sito di estrazione.

A cena si va, per tradizione, a mangiare pesce allo storico ristorante da Filippino. Un posto quasi leggendario, dove si dice che una volta Monet lasciò in pegno un quadro per pagare una cena.
Da lì ci si arrampica poi per una passeggiata digestiva con vista al Castello, per esplorare l’acropoli greca racchiusa tra le mura e godere del panorama pazzesco del parco archeologico.

Verde Salina

Salina è l’isola più verde: è infatti l’unica delle sette sorelle eoliane ad avere il dono dell’acqua dolce e, di conseguenza, di una vegetazione rigogliosa e lussureggiante che si arrampica sui suoi sei vulcani spenti.
Le sue coltivazioni di uva l’hanno fatta diventare famosa tra le altre cose come la patria della Malvasia, il tipico e inebriante vino dolce eoliano.

Angoli di Salina: un bagno a Pollara.

Qui si trova quella che è forse la spiaggia più famosa dell’arcipelago. A Pollara, scendendo una ripida scalinata e attraversando la casa rosa del Postino (dove è stato appunto girato il famoso film omonimo con Massimo Troisi), si arriva a una splendida baia – dove si prende il sole tra le rovine delle “balate” (e cioè gli antichi ricoveri delle barche) e si fa il bagno nelle acque turchesi di un cratere vulcanico.

Per la merenda e l’aperitivo vale la pena fermarsi a Lingua: da Alfredo si mangia un’ottima granita (non diciamo la migliore, perché il nostro premio va a un’altra) o un pane cunzatu coi fiocchi.
Per cena, un’ottima mangiata di pesce genuina sulle terrazze sulla Marina al Porto Bello o in una splendida tenuta con belvederi fiabeschi al Capofaro (dove volendo si può anche dormire in splendide stanze nel faro!).

TURCHESE FILICUDI

Filicudi è selvaggia, tutta terrazze rocciose rivestite di ginestre e scogli a picco su un mare che più turchese non si può.

Qui si va a fare il bagno nella incredibile grotta del Bue Marino e al tramonto (o, anche meglio, all’alba!) ci si arrampica su per sentieri e mulattiere fino alla cima del monte Fossa Felci, un vulcano inattivo dalla cui sommità si può ammirare uno stupendo panorama sull’arcipelago.

Si fa base nell’incantevole borgo di pescatori di Pecorini a mare, con le sue casette bianche decorate con tutti i colori dell’arcobaleno.
Per dormire – e anche mangiare (con tanto di terrazza sushi Filicrudi) – c’è l’Hotel Sirena (quattro camere con i pavimenti di maiolica e le grandi finestre sul mare).
La sera si fa un aperitivo magico approvvigionandosi di bevande al Saloon e di cibo fatto in casa al banco della signora Rosa.

rosa panarea

Panarea è la più piccola e mondana delle isole.
Un paesino tutto bianco, arrampicato sugli scogli vulcanici e circondato da una lussureggiante natura mediterranea – coi suoi dirompenti colori e profumi – nel mezzo del mare più blu che c’è.

Panarea è un piccolo paradiso, e d’estate diventa il palcoscenico della più lussuosa dolcevita del Mediterraneo, tra cene esclusive e feste al club del Raja (che è anche uno splendido hotelristorante con meravigliosa terrazza sul mare).

Panerea, tra fiori rosa e scorci di blu infinito.

Noi, che di mondanità non volevamo saperne, siamo sbarcati sulla più piccola delle isole eoliche a stagione quasi finita. Ci siamo goduti la pace di Panarea a settembre: passeggiando per le sue vie strette, annusando i suoi infiniti fiori, godendoci le viste mozzafiato e le maioliche delle antiche chiesette, e mangiando la granita più buona dell’arcipelago (al bar Carola, segnatevelo!).

PS Per dormire, ci si può forse concedere il bellissimo Lisca Bianca.

Nero e rosso stromboli

Stromboli è pura magia.

Stromboli, love & lava

Lo abbiamo detto più vote: ah, questa è la mia preferita delle isole! Quanto è bella Salina, con la sua natura rigogliosa e le sue spiagge nere? Quanto è meravigliosamente selvaggia Filicudi, con i colorati villaggi dei pescatori arrampicati sulle scogliere?

Poi però Stromboli è comparsa a prua, maestosa, magica, un po’ spaventosa (quello spavento reverenziale che incutono le cose grandi).
Un vulcano in mezzo al mare – “Iddu” – che non smette mai di far sentire la sua voce (invece delle campane delle chiese, il borbottio minaccioso delle eruzioni!) e di notte interrompe il buio stellato con spruzzi di magma, lava, fiamme.

Stromboli è passare la notte sdraiati sullo scafo a contare le stelle (mai così tante) ed aspettare la prossima eruzione, guardare quanto in alto arrivano i lapilli, fino a dove gorgoglia la lava sulla Sciara del fuoco e arrampicarsi scalzi sulla rotta del ritorno al faro dello Strombolicchio per ammirare ancora una volta l’isola in tutta la sua bellezza.

Stromboli è rossa come la lava, nera come la sabbia di ossidiana delle sue spiagge (la chiamano la perla nera delle Eolie).
Stromboli è un colpo di fulmine, di quelli che fanno cedere le ginocchia. Stromboli è selvaggia e magica, come solo ballare sul ciglio di un vulcano può essere. Stromboli è scogli neri, acqua turchese, la notte fonda che scintilla di stelle e lava, camminare a piedi scalzi sulla roccia calda, addormentarsi ascoltando il vociare del vulcano. Stromboli è qualcosa che non si può spiegare, come l’amore ❤️

There is magic everywhere, ma qui ce n’é così tanta che – davvero – non si può spiegare.

Si dorme all’Hotel La Sciara oppure in una casetta in affitto (come la deliziosa Rosamarina), e si cena col pescato fresco in un giardino profumato di mare e fiori, coi gechi a fare capolino dalla pergola, al delizioso ristorante Ai Gechi

Eolie, è amore

Sette giorni per (quasi) sette isole, si è scritto. Perché per la settima isola, Alicudi – che è sicuramente la più selvaggia – non ci è bastato il tempo. Un motivo in più per tornare. Del resto, lo avevamo deciso a prescindere: verremo di nuovo qui, a perderci tra un’isola e l’altra. 

Esplorare le Eolie è una esperienza magica: si cammina sul ciglio di un vulcano, e tutto intorno c’è solo mare e cielo. Ci si abitua ad andare al tempo del vento e delle onde, ed al ritorno ci si scopre un po’ extraterrestri con il mal di terra.

Noi ci siamo innamorati perdutamente, e voi?

 

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