La magia del Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio

C’èun posto speciale, che proprio non ti aspetteresti di trovare tra le colline toscane, a pochi chilometri da Capalbio.

È un grande giardino, che si vede già da lontano – perché scintilla tutto. Questo parco magico è infatti fatto di ceramiche, vetri e specchi, e vibrante di colori, luci e emozioni. Lo popolano ventidue bellissimi e giganteschi mostri ispirati agli arcani dei Tarocchi, e la sensazione è quella di trovarsi insieme in un sogno.

Il Giardino dei Tarocchi è stato prima (a lungo) sognato e poi costruito dalla poliedrica artista Niki de Saint Phalle.

Niki è nata a Parigi in una famiglia aristocratica, figlia di un uomo d’affari francese e un’ereditiera americana dalla bellezza perfetta. La famiglia viveva a New York d’inverno e in Francia d’estate, nel castello dei nonni paterni . A New York mandavano Niki a scuola dalle suore, e lei si fece espellere più di una volta. Niki voleva diventare attrice e intanto faceva la modella, posando per Vogue e Harper’s Bazaar. Almeno fino a quando conobbe Henry Williams, aspirante scrittore con una famiglia importante alle spalle. Si sposarono contro il volere dei genitori ed ebbero due figli, Laura e Philip; tra le due gravidanze, un trasferimento (a Parigi, dove lei aveva sempre voluto vivere) e, soprattutto, l’esaurimento nervoso di Niki. Durante il suo ricovero in un ospedale psichiatrica di Nizza, dove veniva sottoposta a elettoshock, Niki affrontò il trauma – mai rivelato prima – degli abusi subiti dal padre da ragazzina, e scoprì il potere terapeutico della pittura.
Fu allora che decise di votarsi completamente all’arte, una scelta che cambiò radicalmente la sua vita. Intanto con la famiglia si trasferì per un periodo in Spagna, ed a Barcellona si innamorò perdutamente del Parc Güell di Gaudì. Fu allora, tra la clinica di Nizza e il parco di Barcellona, che germogliò l’ispirazione del Giardino dei Tarocchi, che Niki si immaginava imponente e bellissimo, un luogo dove scoprirsi liberi e felici attraverso l’arte.

Perdersi nei colori del Giardino dei Tarocchi

Per iniziare a rendere reale quella visione ci vollero più di dieci anni. Intanto Niki lasciò il marito e la famiglia, avviò un sodalizio artistico e sentimentale con lo scrittore svizzero Jean Tinguely (che sarà il compagno di tutta la sua vita) e divenne famosa con il suo dipingere sparando – realizza delle grandi installazioni tra quadro e scultura, con sacchetti di colori e di sostanze diverse che lei fa esplodere tirando con un fucile – e le sue potenti sculture femminili (le “Nanas”).

Il punto d’inizio per la costruzione del Giardino fu l’incontro con Marella Caracciolo Agnelli, erede di una delle più importanti famiglie napoletano e moglie del presidente della Fiat, che le mise a disposizione i terreni di famiglia in Toscana. I i lavori veri e propri, iniziati nel 1979, ci vollero invece quasi vent’anni e circa 10 miliardi di lire.
Per tutto il tempo Niki ebbe un rapporto viscerale con il cantiere, e viveva all’interno delle sculture monumentali in costruzione (che realizzava sempre due alla volta, “per equilibrare le energie cosmiche”).

Infine, nel 1998, il Giardino venne aperto al pubblico – con un’unica regola: niente visite guidate, perché bisogna lasciare spazio all’immaginazione di ognuno.

Camminare nel Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle

E così, anche qui, niente spiegazioni. Perché tanto quello che si prova a camminare nel giardino magico – quella esplosione psichedelica di colori e luce e emozioni – non si può mettere facilmente in parole.

Non resta che salire in macchina e andare a vedere coi propri occhi.

Tutte le info sul Giardino e come visitarlo sono qui; per conoscere meglio Niki de Saint Phalle e la sua arte, vale la pena leggere questo profilo del New Yorker.

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